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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

PASTA ALL'AMATRICIANA

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  La pasta all'amatriciana è un percorso obbligato dei miei viaggi gastronomici per un piatto nazional-popolare, anche se apparentemente facile, questa ricetta offre spesso spunto di punti di vista controversi, ci va la cipolla, come fanno alcuni? E l'aglio? Spesso sento dire bucatini all'amatriciana, allora perché  ad Amatrice la fanno con gli spaghetti? Ecco quindi la ricetta originale: Ingredienti: Per 4 p. 300 g di spaghetti  200 g di guanciale  400 g di pomodori pelati 150 g di pecorino grattuggiato  125 g di vino bianco per sfumare  Sale e pepe q.b. 1 peperoncino Procedimento: Per prima cosa mettere l'acqua sul fuoco per gli spaghetti,  quindi prepariamo gli ingredienti, grattugiamo il pecorino e lo teniamo da parte, adesso prendiamo il guanciale e lo tagliamo a listarelle, adesso in una padella con 1 cucchiaio di olio di oliva,  mettiamo il guanciale e farlo rosolare fino a diventare croccante e lucido, quindi sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco, lasciamo

SAN VITO LO CAPO Beach

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San Vito Lo Capo è una rinomata località balneare sulla costa occidentale della Sicilia tra il golfo di Macari e la Riserva dello Zingaro e il Golfo di Castellammare in provincia di Trapani. Il centro abitativo nato nel XVII sec. non molto grande composto da circa 4600 abitanti, si estende per lo più tutt'intorno al Santuario dedicato a San Vito Martire, la prima costruzione della chiesetta risale al trecento ma durante i secoli ha subito numerosi rimaneggiamenti. La Spiaggia composta da sabbia fine e dorata di circa 3 chilometri è conosciuta come la costa caraibica e da un sondaggio turistico di Tripadvisor del 2012 è stata considerata tra le migliori d'Italia. L'aspetto turistico di questo paesino si è rafforzato a cominciare dagli anni 70/80, ma è sul finire degli anni 90 che esso raggiunge l'apice, quando la gente del posto che viveva principalmente di agricoltura, pastorizia e pesca ha creduto di poter sfruttare il prodotto locale e trasformarlo in eco turismo

SARTU' di RISO

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Il Sartù di riso è un timballo storico di origini napoletane creato dai Monsù (monsù da monsieur, cuochi di scuola francese alle dipendenze dell'aristocrazia siciliana e napoletana) per la prima volta durante il periodo del dominio Borbone. Secondo la storia il riso non era molto amato nel regno delle due sicilie, addirittura era stato epigrafato dai nobili napoletani come sciacquapanza,  grazie all'abilità di alcuni cuochi fu creato questo piatto di timballo con un ricco ripieno e insaporito con salsa di pomodoro, chiamandolo sartout, il nome venne ben presto italianizzato in sartù e fu cosi accolto nelle tavole dei nobili e non solo ma anche dal popolo, tanto che divenne uno dei piatti più importanti della tradizione. In origine il ripieno richiedeva anche i fegatini di pollo che io nella mia versione non ho voluto mettere. Ingredienti  (per un timballo da 8/10 porzioni) 700 g. di riso di tipo Originario (ma va bene anche Roma-Arborio) per il ragù napo