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Duomo di Enna - interno |
La chiesa Santa Maria della
Visitazione Duomo di Enna, divenuto monumento Nazionale, è senza
dubbio una delle maggiori forme espressive della storia Ecclesiastica
Siciliana. Eretto sulle rovine del tempio di Proserpina nel 1307, su
richiesta di Eleonora D'Angiò moglie di Federico III d'Aragona in
onore della nascita del loro figlio Pietro, un fervido gesto di
devozione verso la Madonna. Molte vicissitudini sono legate alla
storia di questa chiesa, alcune delle quali misero a dura prova nel
corso dei secoli il fervore cristiano del popolo che non venne mai
meno.
Costruita secondo il gusto dell'epoca
del basso medioevo in forme gotiche, appare all'esterno come una
grande chiesa, l'ampia facciata preceduta da una grande scalinata è
sovrastata da un'alta torre campanaria che la rende maestosa e
imponente, enorme e sproporzionata la campana quasi a voler
richiamare l'attenzione di tutte le provincie circostanti.
Già nel 1446 il Duomo rimase distrutto a causa di un terribile incendio, e per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione Papa Eugenio IV indisse un Giubileo che durò 7 anni, malgrado ogni sforzo il denaro era comunque insufficiente, cosi il re Alfonso D'Aragona mise in vendita alcune terre e si riuscì a ricostruire la chiesa nel XVI secolo. Nei secoli successivi ancora il sacro edificio subì un crollo nel colonnato della navata centrale, per cui si rese necessario un altro intervento strutturale, vengono interpellati i migliori architetti scultori e pittori del rinascimento, per essere ancora innalzata alle sue maestose forme regali. Oltre al portico della facciata centrale, notevole la porta del Giubileo, oggi murata, che rappresenta un ottimo esempio di gotico siciliano, con sei colonne a capitelli decorati e un arco sovrastato dalla statua della Madonna con Gesù bambino, corniciata ad arco e fregi a foglia.
Già nel 1446 il Duomo rimase distrutto a causa di un terribile incendio, e per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione Papa Eugenio IV indisse un Giubileo che durò 7 anni, malgrado ogni sforzo il denaro era comunque insufficiente, cosi il re Alfonso D'Aragona mise in vendita alcune terre e si riuscì a ricostruire la chiesa nel XVI secolo. Nei secoli successivi ancora il sacro edificio subì un crollo nel colonnato della navata centrale, per cui si rese necessario un altro intervento strutturale, vengono interpellati i migliori architetti scultori e pittori del rinascimento, per essere ancora innalzata alle sue maestose forme regali. Oltre al portico della facciata centrale, notevole la porta del Giubileo, oggi murata, che rappresenta un ottimo esempio di gotico siciliano, con sei colonne a capitelli decorati e un arco sovrastato dalla statua della Madonna con Gesù bambino, corniciata ad arco e fregi a foglia.
All'interno del Duomo i colonnati in
basalto nero con le basi e i capitelli forgiati dal “Gagini”,
tra i tesori dell'arte troviamo pure due tele del pittore Napoletano
“Giovanni Piccinelli”, il battistero settecentesco, il pulpito in
stile classico rinascimentale tra i più belli di tutta la Sicilia,
alcune opere di “Filippo Paladini” (Allievo del grande
Caravaggio) e cinque tele del famoso pittore fiammingo “Guglielmo
Borremans” . E' proprio grazie alla vastità e alla pregevolezza
delle opere custodite e l'affascinante fondersi di stili diversi,
come il portale laterale Barocco, che il Duomo di Enna rappresenta la
massima espressione artistica della provincia.
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Duomo di Enna momento delle celebrazioni |
La settimana Santa di Enna:
Strettamente correlato al Duomo dove vengono eseguite le Celebrazioni della settimana Pasquale, suddiviso in una serie di manifestazioni e di riti, derivanti da antiche tradizioni Spagnole. L'Evento la cui rinomanza si deve anche alla fiaccolata durante la quale sfilano circa 2500 confrati incappucciati che portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata , attrae migliaia di turisti ed è inserita tra le eredità immateriali della Regione Siciliana.
Strettamente correlato al Duomo dove vengono eseguite le Celebrazioni della settimana Pasquale, suddiviso in una serie di manifestazioni e di riti, derivanti da antiche tradizioni Spagnole. L'Evento la cui rinomanza si deve anche alla fiaccolata durante la quale sfilano circa 2500 confrati incappucciati che portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata , attrae migliaia di turisti ed è inserita tra le eredità immateriali della Regione Siciliana.
Ad
ogni giorno della settimana santa corrisponde un ordine nei riti e
nell'adorazione in ognuna delle 15 confraternite formatasi nel corso
dei secoli a cominciare da 1261 con la fondazione della prima
confraternita del collegio del Santissimo Salvatore. L'importanza
delle confraternite è primaria nello svolgimento di tutta la
settimana Santa, e in alcun modo si possono infrangere le regole e le
mansioni delle gerarchie assegnate, in alcuni casi nel passato tale
gerarchia era persino riconosciuta dai regnanti ed avevano il potere
di chiedere la grazia per eventuali condannati a morte, e la
richiesta aveva il peso di una certa autorevolezza, che difficilmente
poteva essere ignorata. L'articolazione dello svolgimento di questa
celebrazione corrisponde a partire dal lunedì Santo ad un preciso
momento della passione di Cristo che precede il calvario, da qui in
avanti è tutto un susseguirsi di rituali e adorazioni assegnate ad
ogni confraternita che si alternano fino alla processione culminante
del venerdì Santo. E un esperienza che coinvolge migliaia di fedeli,
da ogni provincia della Sicilia e un afflusso medio di circa
60.000turisti di tutto il mondo. L'impatto mediatico registra dei
dati impressionanti, si calcola un indice di ascolto nazionale di
circa 5/6.000.000 di telespettatori e di 132.000.000 per satellitare.
Nel 2007 i riti delle confraternite sono stati presentati al Papa
Benedetto XVI a cui sono state illustrate le celebrazioni .
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