SARDE A BECCAFICU.

Immagine
 Il nome di questa famosa ricetta risale molto probabilmente al periodo dei Monsù, cuochi al servizio delle famiglie aristocratiche siciliane del 700, infatti i nobili  appassionati di cacciagione si facevano cucinare questi particolari uccelli chiamati in dialetto "beccafico" con un ripieno simile a quello utilizzato poi dal popolo usando le sarde al posto dei volatili.   Vedi la ricetta completa:   leggi di più

PASTA CON LE SARDE....a mare e muddica atturrata

 


Tra le tante varianti della pasta con le sarde eccovi questa versione di pasta con le sarde ma senza le sarde infatti sono rimaste a mare.... non per questo meno importante. Sappiamo che la tradizione marinara sempre più spesso  ha realizzato i piatti più importanti grazie alla valorizzazione del territorio e quindi la tradizione contadina. La pesca delle sarde non è una cosa continua nel corso dell'anno, quindi è comprensibile dedurre che non sempre le sarde sono disponibili, ma con degli ingredienti  così importanti utilizzati per fare la pasta con le sarde, ce n'è abbastanza per fare pure un'ottima pasta senza le sarde e così per distinguerle basta indicarla con un  gioco di parole, come la storia che ci racconta Filippo La Porta (attore di teatro e autore di diversi testi tra cui "tra il serio e il faceto"  uno spaccato di vita quotidiana palermitana: "...papà che si mangia stasera, la pasta con le sarde................. a mare... insomma una mezza verità, adesso vediamo la ricetta, spesso per questa ricetta viene usato il concentrato di pomodoro (la salsina) ma io ho preferito fare questa versione con lo zafferano, per dare ancora di più l'impressione di mangiare una vera pasta con le sarde... 

Ingredienti:

300 g di bucatini

2 bustine di zafferano 

Un mazzetto di finocchietto selvatico 

30 g di passolina (uva passa )

30 g di pinoli

1 cipolla piccola

2 sarde salate (o 5 filetti di acciughe sott'olio)

1 peperoncino a piacere 

100 g di pangrattato (da fare tostato)

Procedimento:

●Prepariamo il pangrattato tostato (a muddica atturrata) in questo modo: in un padellino con 2 cucchiai di olio di oliva facciamo rosolare uno spicchi di aglio in camicia, eliminare l'aglio e mettiamo il pangrattato con 1 cucchiaio di zucchero un pizzico di sale e pepe, mescolare continuamente con fuoco moderato fino ad ottenere un bel colore ambrato, quindi spegnere e teniamo da parte.

●Facciamo bollire circa 2 lt. di acqua in cui faremo cuocere il finocchietto (solo le punte più tenere) circa 10 minuti, quindi li scoliamo e teniamo da parte e teniamo da parte anche la sua acqua di cottura. In una wok con un giro d'olio facciamo rosolare la cipolla tritata finemente insieme ai filetti di acciuga e al peperoncino, quindi aggiungere il finocchietto tagliato piccolo e la passolina e i pinoli, sfumate con una spruzzata di vino bianco e una volta evaporato l'alcol aggiungere un mestolo di acqua di cottura del finocchietto e lasciare cuocere 10 minuti, nel frattempo calare la pasta nell'acqua del finocchietto che abbiamo riportato in ebollizione aggiungendo lo zafferano, a questo punto scolare la pasta e la versiamo nella wok con la salsa, facciamo saltare un minuto per legare il tutto aggiungendo ancora un filo di olio di oliva a crudo, spegnere il fuoco, diamo una mescolata con una manciata di pangrattato tostato e..... buon appetito. 

N.B. Volendo si può fare gratinata al forno, in questo modo:

Una volta girata nella wok prima di mettere il pangrattato, la mettiamo in una teglia con un filo d'olio sul fondo, dopo aver sistemato la pasta spolverizzare il pangrattato sopra e ancora un filo di olio di oliva, mettere in forno a 200° per 20 minuti e quindi servire.

Commenti

Post popolari in questo blog

FLORA E FAUNA MARINA del MEDITERRANEO

LINGUINE CON TOTANI e pomodorini Pachino

PASTA 'NCASCIATA RAGUSANA