LE VIE DEI TESORI ...La Cappella San Giuseppe dei Falegnami

Cupola del Carmine
Maggiore, Ballarò
Palermo
(ph. Cristina Costanza)
Nata nel 2006 "le vie dei Tesori" ha lo scopo di aprire alla cittadinanza e non solo, luoghi normalmente chiusi dell'Università di Palermo, che ha uno straordinario patrimonio di tesori dell'arte, scienza e natura. Grazie ai precedenti successi, quest'anno consentirà di mostrare oltre 70 luoghi in gran parte inediti e di proporre oltre un centinaio di manifestazioni, talk, mostre concerti e spettacoli. Per i cittadini gli spazi della cultura diventano spazi di riferimento, di nuova aggregazione e di interconnessione. Per i visitatori un'occasione unica di conoscere una città aperta in tutti i sensi, un itinerario turistico-culturale assolutamente innovativo.
Cappella  San Giuseppe dei falegnami - 
Incorporato nell’edificio universitario dell’attuale facoltà di Giurisprudenza di Palermo, sulla via G. D’Alessi, quasi all’angolo con la Via Maqueda si trova l’ingresso esterno dell’Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami. L’oratorio, per il quale furono utilizzati i materiali lapidei e parte dei decori rinvenienti dalla precedente cappella, ha piccole dimensioni ed una struttura ad aula unica voltata a botte. Vi si accede da un piccolo vano di forma quadrata corrispondente all’ambiente originario che, attraverso i quattro portali che vi sono ricavati (due dei quali oggi murati) dava accesso sia all’attuale oratorio che a quello originario distrutto.
Le due pregevoli porte lignee di noce che danno accesso all’oratorio, realizzate dai fratelli Matteo e Giovanni Calandra, raffigurano, con raffinati bassorilievi, episodi della da della Sacra Famiglia e sono state riadattate per la nuova collocazione in quanto provenienti dall’originario opificio distrutto nei primi dell’ottocento.
All’ingresso della cappella, sotto la pregiata cantoria in legno dorato, si trova seggio della confraternita anch’esso realizzato dai Calandra, come si può evincere da alcune iscrizioni riportate sullo stesso. Le numerose decorazioni in stucco realizzate nel 1701 da Giuseppe Serpotta aiutato molto probabilmente anche da Procopio (fratello e nipote del più noto Giacomo) così come ipotizzato dallo studioso Donald Garstang, comprendono cornici, putti, medaglioni e festoni in cui si inseriscono gli affreschi tardo settecenteschi. Lo stesso motivo decorativo si ritrova nella volta a botte piuttosto bassa, mentre alle finestre è possibile ammirare coppie di angeli (fig.4).
Il gradevole decoro parietale è in stile tardo seicentesco ed è realizzato con materiali diversi, parti in marmo e parti in falso stucco colorato e lungo entrambe le pareti laterali della cappella corre un sedile ininterrotto sorretto da mensole. Sopra il timpano, due puttini tengono in mano due degli attrezzi simbolo della confraternita e più esattamente uno la squadra e l’altro il compasso, mentre nella nicchia absidale spicca una pregevole statua lignea settecentesca, raffigurante San Giuseppe ed il Bambino Gesù, proveniente dall’originario oratorio e realizzata da Baldassare Pampilonia.
Nel marzo del 1992 durante i lavori di restauro della cappella alcuni operai che stavano ripavimentando i locali dell’antioratorio, scoprirono sotto il vecchio ammattonato una botola di forma quadrata che una volta aperta mise alla luce una grande caverna sottostante. Le immediate indagini portarono a scoprire un grande antro composto da un unico ambiente ipogeico artificiale, scavato allo stato grezzo nella roccia calcarenitica e coperto da una volta con conci ammorsati in un perfetto arco ribassato.

 Abbiamo percorso le vie dei Tesori con un modesto contributo di immagini ( a cura di Cristina Costanza ) che vi proponiamo di seguito.









Commenti

  1. Impresionante la magnificencia del barroco.
    BUON NATALE.

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