sabato 30 giugno 2012

CACIO ALL'ARGENTIERA

Si narra che molti anni fa in via Argenteria a Palermo vivessero facoltose famiglie di artigiani orafi ed argentieri , una di queste famiglie si suppone originari delle Madonie haimè cadde in bassa fortuna, la moglie che era un abile cuoca usava molti aromi e spezie per fare invidia al vicinato, fu cosi che per non far capire che aveva poco da cucinare si inventò una pietanza dai forti odori  tale da lasciar pensare che avesse cucinato coniglio, solo che in realtà il coniglio non c'era, il piatto da lei inventato verrà poi chiamato il "Cacio all'Argentiera" oppure ironicamente come molti lo chiamavano "il coniglio all'argentiera"
(quando si voleva fare intendere che c'era poco da cucinare). Quello che scopriremo è che effettivamente si tratta di fette di caciocavallo fritto e aromatizzato con aglio aceto e origano, ma vi posso garantire che l'odore che sprigiona mentre lo cucinavo era fortissimo.... vediamo la ricetta,
Cacio all'Argentiera

Ingredienti per 4 p. :
4 fette di caciocavallo (io ragusano D.O.P.) dallo spessore di circa 1 centimetro
2 spicchi d'aglio
aceto
origano
olio d'oliva

Procedimento:

Piccola premessa: nella ricetta originale non è specificato, ma io per tradizione familiare le fette di formaggio le ho prima inumidite con acqua e poi infarinate, quindi in una padella rigorosamente antiaderente con un filo d'olio d'oliva rosolate i due spicchi d'aglio interi, adesso mettiamo le fette di caciocavallo e facciamole dorare dai due lati un paio di minuti, togliamo l'aglio dalla padella, diamo una bella spruzzata d'aceto bianco aggiungiamo una manciata di origano coprire con un coperchio e a fuoco moderato lasciare cuocere per cinque minuti, servire ben caldi e.........buon appetito.

martedì 26 giugno 2012

domenica 24 giugno 2012

SFERRACAVALLO...antico borgo marinaro

Sferracavallo
 Sferracavallo è una frazione di Palermo e si trova  nel tratto di costa tra Capogallo  e Isola delle Femmine. E' un antico borgo marinaro molto rinomato, frequentato sia dai siciliani che dai turisti. Molti anni fa era in uso,  nelle serate primaverili ed estive andare a Sferracavallo per mangiare frutti di mare e polpo bollito,

venerdì 22 giugno 2012

LE SCOGLIERE dell' ADDAURA

L'Addaura è un tratto di costa frastagliata  di Palermo molto rinomato. Si trova nel versante ovest di Montepellegrino, una zona molto ricca di vegetazione. Non è definita una spiaggia nel senso stretto della parola, trattandosi appunto di una scogliera non è facilmente accessibile, ma è per lo più frequentata dagli amanti della natura selvaggia e dai sub che in questo specchio di mare trovano ricchezza di polipi e ricci in gran quantità. In alcuni tratti possono trovarsi piccole spiaggette, ma tutta la zona non è mai affollata ed è anche poco conosciuta dai turisti. Il tratto di mare  è cristallino di un azzurro intenso cangiante a smeraldo con fondali non molto profondi ricchi di vegetazione mediteterranea principalmente posidonia oceanica, tra le specie faunistiche è facile imbattersi in murene, scorfani, polipi, salpe e saraghi. La zona indicata come Addaura non riguarda prettamente un quartiere ma è maggiormente riferito  al tratto di costa, anche se a ridosso della scogliera è pieno di ville e villini come residenze estive maggiormente insidiatisi tra gli anni 70 e 80, uno di questi villini molto noto alla cronaca apparteneva al giudice Giovanni Falcone dove subì un attentato che fu sventato quasi per fatalità. Io definisco l'Addaura un mare per pochi intimi, veri intenditori e amanti del mare e della natura.

domenica 17 giugno 2012

CAPONATA DI MELANZANE

La caponata di melanzane è un'altra icona famosissima della gastronomia siciliana. Non potevamo certamente mancare a questo appuntamento, ho dovuto attendere il nuovo raccolto, d'altra parte per una buona caponata è necessario che le melanzane siano di stagione, coltivati a cielo aperto, per questo motivo è da consederarsi un piatto estivo. Solitamente possiamo trovare la caponata sulle tavole siciliane già dall'antipasto ma la sua versatilità la colloca in maniera generica tra antipasto, contorno e secondo piatto. Altra caratteristica della caponata è che si serve come piatto freddo, utile ad ogni occasione. La caponata è una ricetta di tutte le province della Sicilia, ma è possibile trovare alcune differenze legate per lo più alle tradizioni familiari, quella che vi presento è la ricetta base.

Ingredienti:

8/10 melanzane
1 l. di salsa di pomodoro (delle conserve)
3 coste di sedano verde
1 cipolla
50 g. di capperi       (meglio quelli al sale marino)
100 g. di olive verdi (meglio se di quelle in salamoia schiacciate)
olio di semi per friggere
olio d'oliva
aceto
zucchero sale q.b.

Preparazione degli ingredienti:
tagliate le melanzane per la lunga in quattro parti e poi a dadi grossi circa 3cm.per 3 cm. metteteli in uno scolapasta e cospargete di sale, girateli in modo che si impregnino tutti di sale, coprite con un panno, mettete sotto lo scolapasta un piatto dove scolerà tutto il liquido delle melanzane, lasciate almeno per 1 ora, dopodichè  sciacquateli sotto acqua corrente, puliteli dal sale e metteteli in un panno ad asciugare bene. In una padella friggitrice versate quasi 1 litro di olio di semi (io di girasole) e quando sarà ben caldo friggete tutte le melanzane e man mano che sono pronte fate scolare in una retina, lasciatele scolare anche un paio d'ore. Nel frattempo lavate il sedano, tagliatelo piccolo, mettetelo in una pentola coprite appena d'acqua e fate bollire finchè sarà ben cotto ma al dente.

Procedimento:
Adesso prendete un tegame che dovrà contenere tutti gli ingredienti, quindi abbastanza capiente, versate 4 cucchiaiate di olio d'oliva e fate soffriggere la cipolla tagliata piccola, aggiungete un quarto di bicchiere di aceto e 1 cucchiaio di zucchero (per creare l'agro-dolce) quindi aggiungete i capperi (sciacquati sotto acqua corrente) e le olive denocciolate e tagliate a metà, fate riprendere il bollore e aggiungete la salsa, mescolate qualche minuto e aggiungete il sedano e un poco della sua acqua (non dovrà risultare asciutta), fate riprendere il bollore e dopo 10 minuti assagiate e controllate l'agro-dolce se è di vostro gradimento e aggiustate eventualmente di sale, se necessario aggiungere ancora acqua del sedano, lasciate cuocere ancora per 10 minuti quindi spegnete il fuoco, versate tutte le melanzane fritte e sgocciolate, girate  bene per amalgamare delicatamente tutti gli ingredienti e la caponata e pronta, versatela in una pirofila, lasciate raffreddare, tenete in frigo prima di consumarla e......buon appetito.

venerdì 15 giugno 2012

LINGUINE AGLI SCAMPI e pomodorini Pachino

Altro piatto eccezionale di tradizionale marinara della gastronomia siciliana, in primo piano gli scampi,  pescato del mediterraneo crostaceo pregiato e profumato dalla polpa bianca e consistente, una vera delizia del palato, con un abbinamento di altrettanto prestigio, ancora una volta sono di scena i pomodorini pachino (Pomodorini Pachino IGP) diventati ormai quasi essenziali,  insostituibili partner di piatti di un certo rilievo.

mercoledì 13 giugno 2012

...in vetrina: "LE STIGGHIOLA"


Se vi dovesse capitare di girare per le strade di Palermo, vi accorgerete che nel tardo pomeriggio in molte zone si accendono delle braci e un fumo bianco e profumato di agnello si spande per le viuzze. E' un tipico cibo da strada uno dei tanti
e non è agnello ma sono stigghiola, è uno spiedino fatto con budella di agnello e farcito con cipolla lunga, vengono arrostiti e ti vengono serviti  tagliati a pezzetti su un piattino e conditi con limone e sale, si consumano in piedi, non esiste la possibilità di sedersi, giusto il tempo di passarti un capriccio e via, vi garantisco che sono buonissimi. Molti sono gli avventori che sostano in questi barbeque improvvisati, ma la maggiorparte ormai se li fa preparare dal macellaio e li consuma a casa propria, il più delle volte in una grigliata domenicale. Le stigghiola fanno parte della cucina povera siciliana e della cultura gastronomica ambulante, si possono trovare in tutta la Sicilia, maggiormente a Palermo.

domenica 10 giugno 2012

CHIESA del GESU' - CASA PROFESSA

Questa bellissima Chiesa si erge tra le viuzze di Palermo antica, all'interno tra il cassaro e l'antico mercato di Ballarò. Fu realizzata dai gesuiti sul finire del 500 e quando fu finita nel 1636, consacrata con solenne cerimonia nessuno dei presenti potè nascondere l'ammirazione per uno dei più grandi capolavori

lunedì 4 giugno 2012

Pasta chi sparaceddi assassunati (pasta con broccoletti insaporiti)


Piatto tipico siciliano la cui storia si perde nella notte dei tempi, fedele alla   cultura gastronomica siciliana, fa parte delle umili coltivazioni e nello stesso tempo ricco di proprietà nutrienti.
La traduzione in Italiano non è letterale e d'altra parte non saprei veramente come fare, direi che è più un  espressione di constatazione che un nome vero e proprio da accostare ad una ricetta, altro nome con cui è conosciuto  è: "pasta chi sparaciddati"  anche in questo caso è espresso un concetto dell'insieme e non un nome, detto questo, solo a titolo di curiosità, veniamo alla nostra ricetta che comunque data la sua semplicità di preparazione e bontà di gusto ci ripagherà da ogni controversia letteraria.

Ricetta per 4 p.
ingredienti:

300 g. di spaghettoni oppure bucatini
500 g. di sparaceddi (broccoletti)
4 filetti di acciuga  (noi usiamo quelle delle conserve sotto sale che ovviamente vanno lavate e deliscate) vanno bene anche quelle sott'olio .
3 spicchi di aglio
olio d'oliva
pecorino grattugiato
peperoncino (a piacere) oppure pepe
sale q.b.

Procedimento:
Pulire i broccoletti, tagliando le cimette e i gambi più teneri, sfilare le foglie e togliere la parte centrale più dura e sminuzzarle, farli lessare in acqua bollente  per 15 minuti circa, quindi con una schiumarola toglierli dalla pentola e tenerli da parte. In una padella fare rosolare l'aglio aggiungere i filetti di acciuga e sminuzzarli con il cucchiaio di legno, a piacimento aggiungere il peperoncino, quindi aggiungere i sparaceddi e chi non ha messo il peperoncino adesso può aggiungere il pepe e un pizzico di sale, amalgamare per qualche minuto,  scolate la pasta che nel frattempo avete fatto cuocere nell'acqua di cottura dei broccoletti  e unitela al condimento nella padella, aggiungere una manciata generosa di pecorino grattugiato, servire nei piatti con un filo di olio d'oliva crudo e....buon appetito.

domenica 3 giugno 2012

TRISCINA DI SELINUNTE holiday beach....


Triscina è una località balneare, frazione di Castelvetrano nella provincia di Trapani. Unitamente a Marinella di Selinunte caratterizzano la costa turistica con una delle più belle spiagge di sabbia fine e dorata e di un limpidissimo mare cristallino. Queste due frazioni si trovano al centro di 2 riserve naturali,  dalla parte di Mazara del Vallo dalla riserva naturale del lago Preola e gorghi tondi, mentre la più vicina in direzione di Porto Palo di Menfi, dalla riserva naturale foce del fiume Belice e dune limitrofe, ovviamente questo aspetto geografico determina il motivo di un ambiente quasi incontaminato, in alcuni tratti  molto simile ad un panorama delle coste africane. Triscina si affaccia a pochi chilometri dai ruderi dell'antica città greca di Selinunte, attraverso la tipica macchia mediterranea che da questo promontorio  domina tutta la costa. La spiaggia è in buona parte gestita da stabilimenti balneari, che offrono tutto il comfort necessario ad una vacanza serena e ricca di iniziative.

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