sabato 31 marzo 2012

LIQUORE LIMONCELLO



il più famoso dei liquori estivi è proprio il limoncello, gustato ghiacciato dopo un pasto magari di pesce rallegra le tavole degli Italiani e non solo perchè il limoncello è ormai famoso in tutto il mondo
. La preparazione è semplice, l'unica difficoltà consiste nel trovare i limoni non trattati appena raccolti. I limoncello con la sua gradazione di circa 37° risulta un ottimo digestivo con un gradevole profumo di limone. Quindi prepariamoci per l'estate con il nostro limoncello.



Ingredienti:

10 limoni non trattati   (meglio se biologici di Siracusa)
1 lt. di alcol puro (90°/ 95°)
1,75 lt. di acqua
500/600 g. di zucchero

Procedimento:

Lavare i limoni e asciugarli con un panno, prelevate la scorza (meglio con un pelapatate) solo la parte gialla, in un contenitore con chiusura ermetica di circa 3 lt. di capienza versate l'alcol e le bucce di limoni, chiudete ermeticamente e lasciate in un luogo al buio per una settimana, almeno una volta al giorno agitate il contenitore, trascorso tale termine prendete una casseruola e versate l'acqua e lo zucchero, fate scaldare fino a che si scioglie tutto lo zucchero, quindi spegnete (evitate di portarlo all'ebollizione) e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Prendete ora lo sciroppo di acqua e zucchero e versatelo nel contenitore con l'alcol e le bucce di limoni, mescolate con un cucchiaio, adesso travasate tutto l'infuso con un colino in un recipiente, strizzate le bucce di limoni  e ripetete l'operazione di filtraggio, cosi da eliminare ogni eventuale impurità. Travasate il liquore in apposite bottiglie (che abbiano un tappo ermetico, per evitare l'evaporazione dell'alcol), conservate in frigo e almeno per 1 ora in ghiacciaia prima di essere consumato.




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venerdì 30 marzo 2012

BASILICA DELLA SANTISSIMA TRINITA' DEL CANCELLIERE


La Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere più conosciuta come La Magione si trova a Palermo nel quartiere della Kalsa nei pressi dell'omonima piazza. E' una delle chiese più antiche della città e l'ultima della dinastia Normanna degli Altavilla, fondata nel 1191 e dedicata alla Santissima Trinità da  Matteo D'Aiello cancelliere del regno Normanno, da qui detta "Del Cancelliere" e successivamente concessa all'ordine dei cavalieri Teutonici (ordine monastico-militare sorto all'epoca della terza crociata in Terrasanta), per questo detta La Magione, del precettore generale dell'ordine. Tancredi  (conte di Lecce, nipote di Costanza D'Altavilla, divenuto in seguito re di Sicilia perchè ultimo erede maschio degli Altavilla) vi seppellì il figlio Ruggero e lui stesso volle essere sepolto nella Basilica. La costruzione tipicamente sobria esempio di arte Arabo-Normanna con le finestre ogivali incassate e l'abside decorata con i tradizionali archi intrecciati e i tre portali a sesto acuto di diverse dimensioni. Nel corso dei secoli si è più volte intervenuti con importanti opere di restauro e talvolta con vere e proprie ricostruzioni (come nel caso dei crolli avvenuti a causa dei bombardamenti del 1943), dalle varie manomissioni si conservano ancora oggi un portale di stile barocco e addirittura un loggiato in stile neoclassico poi demolito nel restauro del 1920, molto bello invece il chiostro originario del XII secolo con uno stupendo colonnato. Internamente la chiesa si presenta nel suo classico stile gotico, con alti archi ogivali sostenuti da colonnati, mentre la copertura lignea completamente rifatta dopo i crolli avvenuti nel 1943 perdendo rovinosamente tutti gli affreschi e le opere pittoriche e decorativi tipici dell'arte Fatimita. Tra i tesori conservati nella Basilica, anche se non  contemporanei alla sua edificazione troviamo una splendida scultura marmorea riproducente il Cristo benedicente realizzato nel XVI secolo, dello stesso periodo pure un dipinto della Madonna delle Grazie e una crocifissione di autore ignoto realizzato nel quattrocento.















Le foto esposte sono  dell'Arcidiocesi di Palermo.

giovedì 29 marzo 2012

FONTANE BIANCHE ON THE BEACH



Fontane Bianche è una frazione a sud di Siracusa da cui dista circa 14 km., con i suoi 3 km di spiaggia fine e dorata è anch'essa interessata dall'area marina protetta del Plemmirio da cui trae i benefici di un mare limpido e cristallino

LA PENISOLA DELLA MADDALENA



E' la zona costiera che sporge sul mare mediterraneo a sud di Siracusa, dove la punta più estrema è capo Murro, dal nome di una chiesetta abbandonata dedicata alla madonna Maddalena la penisola  fa parte dell'area marina protetta del Plemmirio. Il mare si presenta di colore smeraldo in uno scenario di insenature rocciose con  delle cavità sottomarine cui si alternano piccole spiagge di sabbia, spettacolari i fondali ricchi di posidonia , margherite di mare e popolamento legati al coralligeno, grande attrazione per gli amanti delle immersioni interessati da grotte sommerse.L'area nella sua naturale bellezza è un tratto di costa singolare che conserva quelle caratteristiche  che ne fanno un posto speciale e unico.

mercoledì 28 marzo 2012

ARENELLA BEACH



Lido Arenella
La nostra ricerca delle spiagge più ambite ci conduce sulla costa che da Siracusa arriva fino a Noto,  qui una serie di frazioni apparentemente sconosciute nascondono in realtà alcune tra le più belle spiagge della Sicilia. Percorriamo la via Elorina per circa 10 km.  e troviamo la nostra destinazione, spiaggia bianchissima e mare cristallino, non c'è dubbio siamo alla località Arenella di Siracusa,  piccola frazione di circa 500 abitanti residenti, con una serie di strutture alberghiere e villaggi turistici dislocati lungo la costa che offrono vacanze da sogno. Le spiagge tutte attrezzate consentono una serie di servizi atti a garantire una serena permanenze per le famiglie, mentre per gli amanti delle immersioni sono disponibile strutture che organizzano escursioni giornaliere.

domenica 25 marzo 2012

Spaghetti con le cozze e pomodorini pachino


cozze
Quando parliamo di spaghettata con le cozze una sola cosa è importante per la buona riuscita, che le cozze siano freschissime e belle piene, poi ovviamente basta seguire dei piccoli suggerimenti e il successo è garantito.

venerdì 23 marzo 2012

OGNINA BAY

Sicilia Spiagge

Ognina è una suggestiva località di mare nella provincia di Siracusa che si affaccia sul mar mediterraneo. La costa  caratterizzata per lo più di un susseguirsi di scogliere rocciose a picco sul mare, grotte e cavità marine di impareggiabili colori, cui si alternano calette solitarie di sabbia bianchissima. La bellezza naturale e la purezza dei fondali marini in una cornice paesagistica dai profumi intensi di  macchia mediterranea e di una mare cristallino fanno di questa località un vero paradiso degli amanti delle immersioni subacquee. Ognina  nell'aspetto urbanistico è solo una piccola frazione di Siracusa da cui dista circa 10 km. la maggior parte delle abitazioni presenti sono residenze di villeggianti provenienti dai grossi centri del circondario, i residenti effettivi non superano le 200 unità, mentre nel periodo estivo è ravvivato da un forte flusso turistico. La ricettività è caratterizzata da alcuni alberghi e B&B, ristoranti bar e negozi vari offrono una permanenza piacevole fino alle ore più tarde, quando invece diventa protagonista la movida notturna dei locali dislocati lungo la costa. E' presente un piccolo porticciolo turistico con un club nautica service che offre assistenza e rimessaggio per piccoli natanti. La posizione strategica di Ognina offre la possibilità di un itinerario turistico molto ampio  con degli itinerari di enorme rilievo, procedendo verso nord si presenta la visita di Siracusa e Ortigia mentre verso sud lungo la costa fino a Noto per un bellissimo itinerario barocco, nell'entroterra ci si imbatte nell'oasi naturalistica di Pantalica con le sue necropoli del XIII e VIII sec. a.c.






giovedì 22 marzo 2012

LA PRIMAVERA BAROCCA E L'INFIORATA DI NOTO 2012


Come di consueto la terza domenica di maggio è dedicata all'infiorata, evento della città di Noto.La manifestazione è nata 26 anni fa dall'incontro di artisti infioratori Genzanesi e Netini. La via Nicolaci è dove nasce l'infiorata, l'impatto è forte , in alto la chiesa di Montevergini che si contrappone al palazzo del principe Nicolaci "villa Dorata" con i balconi che sono stati definiti da molti i più belli del mondo. L'infiorata di Noto è considerata tra le più belle manifestazioni della Sicilia
Noto (SR),  la famosa Primavera Barocca e L'infiorata di Noto, caratterizzata anche del corteo barocco. Rievoca un contesto storico-culturale del '700 nicetino, sulla via Nicolaci viene allestito uno spettacolare tappeto ricoperto di petali di fiori, con cui i ragazzi dell'istituto d'arte realizzano dei quadri a tema, usando solo petali di fiori e altro materiale vegetale. Il corteo barocco rappresentato da figuranti  che con costumi dell'epoca quali dame, cavalieri, popolani e vallette sfilano con gli stendardi riproducenti gli stemmi araldici dei casati nobiliari. 


Noto - via Nicolaci

lunedì 19 marzo 2012

SPAGHETTI AI RICCI DI MARE





Spaghetti ai ricci di mare per 4 persone:

ingredienti: 

300 g. di spaghetti
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino piccante
olio d'oliva
1 bicchiere di polpa (uova) di circa 30 ricci di mare

Procedimento:

fare rosolare gli spicchi d'aglio e il peperoncino sminuzati in olio d'oliva qundo sono dorati aggiungere quasi la metà dei ricci  versate sopra gli spaghetti scolati al dente e il rimanente dei ricci a fiamma vivace fate saltare gli spaghetti amalgamando bene il condimento, a piacimento si può aggiungere del prezzemolo tritato (molti non lo aggiungono), servite ben caldi e.......buon appetito.

                                                                                                                                                     
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sabato 17 marzo 2012

LA CAPPELLA PALATINA DI PALERMO


La Cappella Palatina è una Basilica all'interno del Palazzo dei Normanni a Palermo. Non è possibile raccontare la stupefacente bellezza dei più preziosi mosaici bizantini della Sicilia senza fare cenno delle differenze etniche e religiose che erano presenti nell'isola all'inizio dell'epoca Normanna


Palazzo dei Normanni - Palermo -
. In questo capolavoro troveremo presenti molti elementi  adottati dal re Normanno  e  riassunti sia nei moduli architettonici che nella decorazione musiva. La cappella dedicata ai santi Pietro e Paolo fu fatta costruire per volere di Ruggero II  e venne consacrata il 28 aprile del 1140 come chiesa della famiglia reale. Le maestranze impegnate in quest'opera esprimono fondamentalmente le culture che rappresentarono; Gli Arabi  nel famoso soffitto in legno formato da una miriade di alveoli intagliati secondo l'usanza orientale, l'esempio più antico di Muqarnas, realizzato nell'anno 1131. In ogni spicchio sono presenti stelle lignee con rappresentazioni di animali, danzatori e scene di vita della corte Islamica. La Cappella Palatina si presenta con una pianta Basilicale Latina a tre navate  ed il Presbiterio Bizantino sormontato da una cupola, eretta sopra le tre absidi del santuario. Le tre navate  sono separate da colonne in granito e marmo cipollino a capitelli compositi che sorreggono una struttura di archi. La cupola il transetto e le absidi sono interamente decorate nella parte superiore da mosaici Bizantini  raffiguranti il Cristo Pantocratore  benedicente,  gli evangelisti  e altre scene bibliche. Nelle navate laterali  sono narrati episodi della vita di San Pietro e San Paolo e in quella centrale scene dell'antico testamento. In definitiva la Cappella Palatina nella convivenza tra culture religioni e modi di pensare apparentemente inconciliabili, sintetizza straordinariamente le necessità liturgiche del rito latino e di quello greco, testimonianza indiscussa di un epoca in cui la chiesa e il culto si conciliavano con il gusto per l'arte , ammaliati dallo sfarzo che li aveva portati ad attingere alla collaborazione della corte bizantina, nonostante la resistenza spesso collegata dei due imperi d'Oriente e d'Occidente e dello stesso papato che ambiva al grandioso e al fastoso, persino nell'omelia inaugurale l'arcivescovo Filagato da Cerami , il 29 giugno 1143 nel corso della cerimonia pronunciò le famose frasi che ne esaltavano la grandiosità:  "...il tetto non si può certo saziare di guardarlo, e desta meraviglia a vederlo e sentirne parlare, essendo adornato di certi finissimi intagli variamente lavorati, a forma di piccoli canestri e rifulgendo d'oro da tutte le parti imita il cielo quando nell'aria serena risplende per il coro delle stelle..."

domenica 11 marzo 2012

IL DUOMO SAN GIORGIO DI MODICA



La chiesa di San Giorgio di Modica (RG) fu eretta a seguito della cacciata degli arabi dalla Sicilia dal conte Ruggero D'Altavilla intorno al 1090. Nell'arco dei secoli venne più volte ricostruita a causa di disastrosi terremoti, a partire dal 1500 fino al più grave del 1693 che interessò tutta l'area del Val di Noto. Nel 1630 con bolla pontificia di Urbano VIII la chiesa di San Giorgio fu eretta a collegiata, conosciuta da tutti prima come Basilica  e successivamente come il Duomo Di San Giorgio, ma ciò che ammiriamo oggi è il risultato finale della ricostruzione settecentesca, monumento simbolo per eccellenza del Barocco Siciliano.

venerdì 9 marzo 2012

FOCACCIA MEDITERRANEA .....fantasia Siciliana


Anche in questo caso, di focacce l'Italia è piena, giusto appunto "Focaccia Mediterranea".  Mi piace quella Genovese, quella Romana e quella Pugliese, insomma le nostre focacce sono tutte buone non c'è niente da fare, ce le invidiano in tutto il mondo. Se mi permettete vi parlo della mia focaccia dalla fantasia Siciliana.
Le focacce si possono condire e farcire in tutti i modi possibili, possiamo farle ripiene oppure semplicemente spolverizzate di sale grosso e rosmarino, in questo caso ne presento due diverse, una con le patate a fette e rosmarino e l'altra ripiena con melanzane fritte e besciamella, può essere un idea originale nelle giornate estive passate in spiaggia e anche come un pranzo non troppo impegnativo. Come nella volta precedente vedrete l'acqua usata come elemento di cottura, la sua applicazione in questo caso è miracolosa, dona sofficezza e data la lunga esposizione  al calore per i suoi tempi di cottura evita che si crei una crosta troppo dura, per il resto l'acqua evaporando non lascia alcuna traccia. Vediamo adesso la ricetta.

Ingredienti per 2 teglie da forno circa 6/8 persone:

tempo occorrente: 3 ore
difficoltà :     **   media
occorrente: carta da forno - mattarello

1 kg. di farina "0" per pane e focacce
450 g. di acqua
 40 g. di strutto (oppure olio di oliva)
35 g di lievito di birra
20 g. di sale -
zucchero

Procedimento:

(Se impastate con la planetaria mettete la farina e il lievito in poca acqua per ultimo)
Impastare la farina con lo strutto, due cucchiaini di sale e due cucchiaini di zucchero, (meglio se con una planetaria) ma va bene anche a mano (risulterà solo un po più faticoso), quando avrete amalgamato questi ingredienti, inserite piano piano il lievito che avrete sciolto in un bicchiere di acqua tiepida, aggiungete acqua tiepida  (in totale circa 450 g. di acqua) fino a raggiungere una consistenza dell'impasto morbida e liscia, mettete questo impasto in una zuppiera capiente in un luogo riparato a lievitare per 45 minuti, (io lo metto dentro il forno spento). Trascorso questo tempo il nostro impasto si è raddoppiato di volume, mettiamoci sul tavolo con della farina sparsa, dividiamo l'impasto in due parti una per ogni teglia che andremo ad usare, nella prima teglia faremo una focaccia condita con le patate lesse, ma potremo mettere qualsiasi cosa per esempio dei peperoni arrostiti, delle fette di cipolla lessata, o più semplicemente degli aghi di rosmarino e un po di sale grosso . Quindi con il mattarello stendiamo la pasta dandogli una forma più simile alla nostra teglia, sarebbe meglio che le dimensioni della pasta spianata fossero più grandi della teglia stessa perchè poi tenderà a restringersi, adesso mettiamo della carta da forno sulla teglia e adagiamo la pasta spianata aggiustandola ai bordi, versiamoci sulla mano in posizione concava dell'olio d'oliva e bagniamo tutto l'impasto lisciando con la mano, nel frattempo pigiamo le punta delle dita pressando verso il fondo della teglia, adesso mettiamo le fette di patate lesse in ordine sparso  e schiacciandole un po nell'impasto, spolverizziamo del rosmarino e del sale grosso, quindi copritelo con un panno e lasciate lievitare per altri 45 minuti. Prendiamo l'altra palla di impasto e andremo a realizzare delle focacce ripiene con melanzane fritte e besciamella, ma potremo anche metterci prosciutto e mozzarella, oppure provate con caciocavallo grattugiato e pepe, dividiamo l'impasto in 6 pezzi quasi uguali, facciamo una pallina e spianiamola con il mattarello dalla grandezza di circa 1 piatto, mettiamo al centro 2 fette di melanzane precedentemente fritte e sgocciolate e sopra mettiamo 2 cucchiaiate di besciamella, prendete i lembi delle due estremità e fatele aderire come una cucitura chiudendo tutto bene, quindi adagiamola sulla teglia (sempre con della carta da forno) facendo in modo che la parte della cucitura rimane sotto, continuiamo a fare tutte e 6 le focacce ripiene distanziandole l'una dall'altra, anche in questo caso versiamoci dell'olio d'oliva sulla mano e bagniamo le focacce, spolverizziamole di sale grosso, coprite con un panno e lasciate lievitare per 45 minuti. Trascorso questo secondo tempo di lievitazione prendete la teglia della focaccia con le patate e allagatela con un bicchiere pieno d'acqua, (a questo punto vi verrà spontaneo pensare: adesso posso buttare via tutto)  mettete in forno già caldo a 200° i primi 10 minuti e abbassate a 180° per i successivi 15 minuti, in totale basteranno circa 25 minuti (questo dipenderà anche dal tipo di forno, io faccio riferimento ad un forno ventilato. Ripetete la stessa operazione con la teglia delle focacce ripiene, lasciate raffreddare  servite tiepide le focacce e...................buon appetito.


Cliccate sulle miniature per ingrandirle.






giovedì 8 marzo 2012

CARNE PIZZAIOLA ALLA SICILIANA


Voi direte ma la carne alla pizzaiola la fanno da tutte le parti! Si ma bisogna vedere come la fanno! Mi sono preso il disturbo di farmi un giro per internet e ne ho visitati una decina, quindi ho deciso di fermarmi e mi son detto: ho capito, la fanno da tutte le parti d'italia ma non la fanno come la facciamo noi, non solo,  vi posso assicurare che il risultato finale è  completamente diverso. Premetto che per la gastronomia siciliana questa ricetta è di ultima generazione, ossia dopo il boom economico degli anni 60, quindi è una ricetta nazionale, di conseguenza è importante specificare sempre la regione che la propone, le differenze sono sostanziali, dagli ingredienti al modo di cottura, in quasi tutti i posti questo piatto viene cucinato in padella, noi la facciamo al forno proprio come una pizza. Primo la scelta della carne è importante, per questo piatto è preferibile un reale di manzo, quindi misto anche con qualche grassetto, una volta si usava dire: carne di secondo taglio...oggi pur di farti pagare cara ogni cosa, questa dialettica non è più in uso, come se tutto improvvisamente è diventato di prima scelta, vabbè.... Seconda cosa, la cottura...ho visto ricette che parlavano di cottura non superiore a 10 minuti , Una vera carne alla pizzaiola deve rompersi con la forchetta e questo non accade per caso, vedremo poi il reale tempo di cottura necessario. Terzo elemento, gli aromi e le spezie, l'accostamento degli ingredienti non è casuale,  ma un ARTE ! Solo due sono gli ingredienti per questa ricetta: pomodoro e origano. Ultimo elemento, usare solo ed esclusivamente polpa di pomodoro, non accontentatevi della passata di pomodoro perchè non è la stessa cosa.

Ricetta:

tempo occorrente circa 1 ora
difficoltà   *     facile

Ingredienti per 4 persone:

4 fette di reale di Manzo da 200 g.
800 g. di pomodori pelati                             meglio se delle vostre conserve estive
4 rametti di origano                                           meglio se siciliano
sale e pepe q.b.
farina
olio d'oliva

Procedimento:

In una teglia da forno versiamo i pomodori pelati precedentemente spezzettati, con una forchetta schiacciamoli ancora un po e distribuiamo uniformemente per tutta la teglia, prendiamo una fetta di carne e infariniamola per bene da ogni lato, quindi strofiniamola sulla teglia  facendo impregnare il pomodoro e giriamola pogiandola sul fondo, eseguiamo la stessa operazione per tutte e 4 le fette di carne sistemandole separate l'una dall'altra. Adesso salate e pepate a piacimento, prendete i 4 rametti di origano e sfregateli sulla teglia uniformemente, aggiungete un filo d'olio d'oliva, aggiungete un bicchiere di acqua (l'acqua è un elemento di cottura che poi evapora senza lasciare traccia) e mettete in forno già caldo a 200° per 45 minuti. Abbiate l'accortezza dopo 20 minuti di girare le fette di carne e lasciate finire la cottura. A seconda dei tipi di forno controllate che non si secchi troppo, eventualmente aggiungere ancora un po d'acqua, il risultato deve essere morbido ma non annacquato neanche secco. A cottura ultimata tirate fuori la teglia dal forno aggiungete ancora un po di origano e un filo d'olio, servite ben caldi e.....buon appetito.

mercoledì 7 marzo 2012

LINGUINE AI FUNGHI E CARCIOFI

Trovandoci giusto nel periodo dei carciofi, evoca nella mia mente ricordi di bambino e le belle gite primaverili nelle località vicino Fiume Torto,  Cerda  (tra Termini Imerese e  Buonfornello), zone di grandi coltivazioni di carciofi, il profumo dei carciofi alla brace era sublime, indimenticabile. Sono del parere che la gastronomia siciliana non è solo cibo ma è cultura, vera antropologia di un popolo che ha creato con quello che c'era (e qualche volta c'era poco) dei capolavori dell'arte culinaria. Esistono tante ricette con i carciofi, quella che vi propongo adesso è una ricetta a memoria di famiglia, non ne conosco la provenienza originaria ma di sicuro fa parte della gastronomia siciliana. Nell'occasione voglio segnalare che ogni anno il 25 aprile si svolge a Cerda la sagra del carciofo.

Linguine ai funghi e carciofi saltati con pecorino siciliano

Ricetta per 4 p.

Ingredienti:
300 g. di linguine
4 carciofi              
250 g. di funghi cremini 
mezza cipolla
olio d'oliva
sale, pepe q.b.
vino bianco  secco
formaggio Pecorino Siciliano grattugiato                                     

(per il condimento finale scegliere una delle tre opzioni: 250 g di ricotta mista, oppure 200 ml di panna da cucina, oppure 70 g. di pecorino siciliano grattugiato )

Preparazione degli ingredienti:

Affettare la cipolla a Julienne molto sottile. Eliminare dai carciofi le foglie più dure, tagliare le punte e lasciare 2 centimetri di gambo, tagliarle prima a metà e poi fare delle fettine da 1 centimetro. Pulire come di consueto i funghi eliminando le radici, tagliarli a fettine non troppo sottili, come se dovreste farli trifolati.

Procedimento:

in una padella saltapasta fate rosolare la cipolla in 4 cucchiai di olio d'oliva, aggiungere i carciofi e lasciare insaporire per qualche minuto, quindi versare mezzo bicchiere di vino bianco coprire con un coperchio e a fiamma bassa lasciate cuocere per 20 minuti, di tanto in tanto mescolate e se si asciuga il liquido aggiungere un poco di acqua tenendo sempre umido il condimento. Trascorso il tempo di cottura aggiungere i funghi salate e pepate a piacimento e lasciare cuocere ancora per 10 minuti. Nel frattempo scolate le linguine al dente, versatele nella padella del condimento e:
opzione 1 =  versate la ricotta e saltate in padella facendo amalgamare bene, quindi servite.
opzione 2 = versate la panna da cucina e fate saltare in padella facendo amalgamare e servite.
opzione 3 = versate il pecorino siciliano grattugiato e fate saltare in padella, amalgamare e servire.
La mia versione preferita è quella con il pecorino siciliano (come nella foto).
servite nei piatti di portata e...................buon appetito.

martedì 6 marzo 2012

L'ETNA ...il vulcano dal carattere Siciliano




L'Etna è uno dei vulcani più attivo del mondo, sorge a ovest della Sicilia orientale, all'interno del territorio della provincia di Catania. Trattandosi di uno stratovulcano la sua altezza varia a causa delle eruzioni che ne determinano l'abbassamento o l'innalzamento. La superficie del Mongibello (cosi è chiamato il monte dell'Etna)
è caratterizzata da una ricca varietà di ambienti che si alterna a paesaggi urbani. Folti boschi ricchi di endemismi  ed aree desolate di roccia vulcanica. L'attività  di questo vulcano genera eruzioni a periodi ravvicinati, con un periodo di degassamento ed emissione di cenere vulcanica a cui fa seguito un emissione di magma. Le eruzioni dell'Etna proprio per la loro spettacolarità attirano visitatori da ogni parte del mondo, meta turistica ambita per il fatto che è uno dei pochi vulcani al mondo ad essere a portata di mano di chiunque voglia raggiungerlo. Ci si può affidare a guide esperte  e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano fino ai crateri sommitali. L'Etna è più che un Vulcano è anche un parco naturale protetto che offre ambientazioni e panorami surreali, molto frequentato dagli amanti della natura incontaminata, che in cerca di relax si dedicano all'escursionismo. Nel periodo invernale è presente la neve che dura fino a primavera inoltrata, di conseguenza sono presenti due stazioni sciistiche con la particolarità di poter sciare osservando il mare del golfo di Catania e la valle del Simeto. Dal 2004 è anche sede della super maratona dell'Etna, l'unica maratona al mondo ad avere tremila metri di dislivello, parte dalla spiaggia di Marina di Cottone e si conclude appunto a quota tremila metri del vulcano. Qui di seguito potete vedere delle immagini del vulcano durante l'eruzione del 6 agosto 2011.






lunedì 5 marzo 2012

LA BASILICA SAN SEBASTIANO DI ACIREALE


La chiesa dedicata a San Sebastiano martire fu edificata ad Acireale (CT) il 1644, largamente ristrutturata dopo il terremoto del 1693 tra il 1699 e il 1705 per assumere l'attuale aspetto barocco, che fa di questo monumento il più importante di Acireale e dichiarato "Monumento Nazionale". Nel 1924 con Bolla Pontificia viene elevata a Basilica Collegiata di San Sebastiano. La bellissima facciata fu realizzata su disegno di Angelo Bellofiore, la balaustra progettata da Pietro Paolo Vasta  e arricchita di statue raffiguranti personaggi dell'antico testamento: Giaele, Giuditta, Davide, Giosuè, Aaronne, Mosè, Giuseppe il giusto, Giuda Maccabeo, Gedeone e Sansone. L'interno a croce latina è ricca di affreschi in gran parte di Pietro Paolo Vasta e nella cappella laterale di Alessandro D'Anna, mentre tra le bellissime opere su tela troviamo, la pietà di Pietro Paolo Vasta - La Trinità di Pietro Paolo Vasta e Vito D'Anna - Santi Cosma e Damiano, San Giovanni Battista e San Sebastiano in gloria di Antonino Bonaccorsi -  Gesù e Maria - e San Gaetano di Alessandro Vasta. All'interno della Basilica è allestito un museo dove è possibile ammirare  opere di argenteria sacra siciliana di cui due ostensori , un olio su tavola di Pietro Paolo Vasta "Il Cristo Risorto" - "I Quattro Santi" di Matteo Desiderato,  "L'Addolorata" di Vito D'Anna, "La Madonna della Lettera" di Giovanni Lo Coco. Nel grande armadio centrale del 1811 è conservato un tronetto in argento  in stile rococò del 1767 con una statua lignea del Cristo Risorto. In una seconda sala sono raccolti ex-voto offerti a San Sebastiano e i reliquiari del Santo, oltre dei preziosi vasi sacri provenienti dalle chiese  dell'odigitria  e di San Crispino, tra cui un ostensorio in oro massiccio con diamanti e i gioielli che adornano durante la festa religiosa la statua di San Sebastiano. Un'altra sezione ubicata nella cripta conserva alcune statue lignee, un dipinto di San Sebastiano in gloria di Michele Vecchio e San Pasquale Baylon di Matteo Desiderato.



Eventi :
La città di Acireale è molto devota al Santo, da una pestilenza medievale da cui furono risparmiati. Ogni anno il 20 gennaio viene celebrata la festa di San Sebastiano ad Acireale, un grande corteo di devoti che indossano un maglione ad emulare la nudità del Santo e un fazzoletto in testa a bandana per indicare la guarigione dalla peste ed essere riammessi alla società. Il corte segue la processione del fercolo di San Sebastiano che viene condotto per la città. I preparativi della festa cominciano dai primi giorni di gennaio per arrivare al momento culminante del giorno 20 dove vengono celebrate diverse visite nella Basilica  dai devoti a cominciare dalle 5,30  per poi proseguire nell'intera giornata fino a sera inoltrata, alle 23,45 il  Fercolo del Santo sosta in piazza Duomo  gremita di gente per assistere ai consueti giochi pirotecnici e termina con l'entrata  in Basilica.

sabato 3 marzo 2012

SPINACI A RICCIO DI MARE


Che ne dite non è una meraviglia la mia ultima creazione? Piatto estivo,  magari al ritorno dal mare con gli amici. Questa ricetta l'avevo messa un po da parte, su facebook  qualche mese fa ha avuto il primato sui commenti e le condivisioni. Aspettavo a pubblicarla, per un periodo più soleggiato, insomma se guardi questo piatto devi per forza pensare all'estate, non siete d'accordo? La guarnitura a riccio di mare  la dedico a Favignana, la mia isola preferita, ma ora bando alle ciance e veniamo alla ricetta:

Ingrdienti:

500 g. di spinaci crudi
3 uova
3 rotolini di formaggio caprino
150 g. di speck
2 pomodori  di Pachino insalatari
10 mozzarelline di bufala
burro, parmigiano, sale, pepe q.b.

Procedimento: 

Fate saltare gli spinaci crudi in una padella soltanto con 40 g. di burro e coprite fino a cottura ultimata (circa 10 minuti)- in una ciotola capiente sbattete le 3 uova e unite gli spinaci, mescolate bene e aggiungete sale pepe e 1 cucchiaio di parmigiano. In una teglia con della carta da forno versate tutto il composto spianate con un cucchiaio per tutta la teglia facendo uno strato uniforme aggiungete ancora 2 cucchiai di parmigiano e mettete in forno per 20 minuti a 180°. Lasciate raffreddare, quindi spalmate sopra questa pizza di spinaci i 3 rotoli di caprino uniformemente, ancora sopra fate uno strato con le fette di speck, adesso con un po di buona manualità arrotolate, aiutandovi anche con la carta da forno e mettete in  frigo per 1 ora. Tagliate a fette dello spessore di circa 2 centimetri e guarnite con spicchi di pomodoro e mozzarelline di bufala come in foto.......e.....................buon appetito.

giovedì 1 marzo 2012

AGHIOTTA DI POLPO



Ingredienti per 4 persone:

2 polpi da 500 g. 
300 g. di pomodorini Pachino
10 foglie di menta
2 spicchi d'aglio
1/2 cipolla piccola
1 manciata di capperi
sale, pepe
vino bianco

Procedimento:

Pulite i polpi e tagliateli a pezzi non troppo piccoli, nel frattempo in una padella larga dai bordi alti fate rosolare in olio d'oliva la cipolla affettata a julienne e 1 spicchio d'aglio, aggiungete i polpi e lasciate insaporire per 5 minuti girando spesso, quindi aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco e lasciate sfumare a fiamma vivace, adesso abbassate la fiamma, aggiungete 1 bicchiere d'acqua e mezzo bicchiere di vino  coprite con il coperchio e lasciate cuocere per 40 minuti. Nel frattempo tagliate i pomodorini in 4  e metteteli in una ciotola sufficientemente capiente, aggiungete i 2 spicchi d'aglio rimasti tagliati piccolissimi le foglie di menta  i  capperi ,sale a piacimento e pepe, quindi con la forchetta fate un battuto grossolanamente, trascorsi i 40 minuti di cottura del polpo aggiungete il battuto che avete preparato, rimettete il coperchio fate riprendere il bollore e lasciate cuocere ancora per 15 minuti, quindi servite nei piatti di portata  accompagnate con crostini di pane, servite ben caldi e......buon appetito.

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