ITINERARI D'ARTE " QANAT E I SOTTERRANEI DI PALERMO "

Tra le bellezze storiche-culturali e architettoniche di Palermo vi è senza dubbio da scoprire una Palermo sotterranea che va sicuramente ad incrementare quel patrimonio turistico che per il suo rinato interesse storiografico ed ambientale, è tornata ad essere non solo un ottimo campo di ricerca, ma anche un'attrazione di bellezza ambientale.


L'opera di recupero intrapresa dalla sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali , da qualche appassionato geologo (vedi il prof. Pietro Todaro, che in quest'ultimo decennio sostenuto dall'amministrazione comunale, ha riportato alla luce una delle più belle camere dello scirocco del centro storico) e da quella esplorazione, studio e divulgazione intrapresa dal gruppo speleologica CAI di Palermo, porta alla luce un tesoro quasi sconosciuto al pubblico sino agli anni ottanta.

Tutti conosciamo i luoghi medievali e non di Palermo in superficie, ma sono molto meno le persone che sanno cosa si cela al di sotto di essa, un'altra città parallela, non accessibile a tutti, per questo poco conosciuta, ma altrettanto bella e interessante. Camere dello scirocco, Qanat, catacombe, chiese ipogeiche, rifugi antiaerei, cisterne e fiumi sotterranei.

I QANAT (aggruttati) , lunga rete idrica sotterranea scavata a mani e zappette,
a partire dal IX secolo, sotto la dominazione Araba con tecniche proprie dei Persiani, stretti cunicoli scavati dai muqanni (maestri d'acqua), veri pozzi creati in orizzontale per portare l'acqua in superficie e persino nelle abitazioni. A causa del clima arido e della mancanza di sorgenti, si è dovuto creare un metodo alternativo per soddisfare il bisogno idrico nelle città e nelle campagne. Non è un caso l'esistenza di giardini lussureggianti nel territorio della cosidetta (conca d'oro), come i palmeti e gli agrumeti intorno alle peschiere del Castello Maredolce, della Zisa e della Cuba realizzati dai dominatori Normanni, oppure i vigneti impiantati dai padri gesuiti nel XVI secolo, ò il giardino Botanico e la villa Giulia, il parco D'orleans, la villa Trabia Il giardino Inglese, i giardini di villa Niscemi della Palazzina Cinese, il parco della Favorita e tanti altri giardini e oasi di particolare bellezza, che ristorano il clima paermitano nei secoli XVII, XVIII e XIX.

Attualmente i Qanat visitabili sono solo tre: Il gesuitico basso (nella zona dell'ex ospedale psichiatrico, il gesuitico alto (nella zona di Altarello Baida) e dell'Uscibene.

Su prenotazione è possibile visitare questi qanat al costo di 10 euro, di cui è compresa la copertura assicurativa, l'equipaggiamento idoneo e l'assistenza in tutta sicurezza di personale specializzato.

LE CAMERE DELLO SCIROCCO:

Tra i documenti più antichi ritrovati è senz'altro un atto notarile risalente al 1691, dove si legge: scendesi più in basso a man destra vi è una grotta seu camera dello scirocco con fontana in mezzo e tutto in giro con mattoni di Valenza..... il luogo era quello della famosa villa delle quattro camere del duca di Terranova, ubicata vicino al convento dei cappuccini.

Stiamo parlando di opere settecentesche di architettura del raffrescamento passivo. Le camere dello scirocco costituirono spesso e in varie forme il corredo architettonico delle ville lussuose, usate per lo più per la caccia e la villeggiatura, che raggiunse la massima diffusione nel XIII secolo, un periodo fiorente per l'economia Palermitana, in cui i nobili riscoprirono i piaceri dell'ozio estivo soggiornando nelle dimore di campagna di alcune località della pianura.

L'ambiente è attraversato da un corso d'acqua proveniente da opere cunicolari drenanti dalla sorgente per gettarsi poi in un antico Qanat, venivano usati per lo più per rinfrescarsi nei torridi giorni in cui soffiava il vento di scirocco, grazie a particolari flussi d'aria infatti, venivano creati ambienti dove la temperatura era molto più bassa rispetto al resto dell'ambiente circostante.

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