domenica 23 gennaio 2011

"RUGGERO SETTIMO" ...la sagra dei grandi uomini


Dopo la famiglia Florio continuiamo con la conoscenza dei grandi uomini che furono artefici di un periodo glorioso nella storia della Sicilia. A Palermo è stata dedicata una via del centro storico a Ruggero Settimo, seppure è una via tra le più importanti, solo pochi conoscono questo grande personaggio che meritò tanto onore.
 Ruggero Settimo nacque a Palermo il 19 maggio 1778 e morì a Malta il 12 maggio 1863, fu prima ammiraglio della flotta borbonica del regno delle due sicilie e successivamente capo del governo,
diventò maggiore esponente del partito liberale che chiedeva a gran voce la costituzione, nel 1820 visse la prima rivolta e dichiarazione di indipendenza siciliana, contro il rè borbone. Appartenente alla famiglia dei principi di Fitalia e dei marchesi di Giarratania, i suoi avi si trasferirono in sicilia nel 1400, provenienti da Pisa. La sua ideologia politica successivamente poteva pure essere favorevole all'unificazione d'Italia a condizione che ogni stato sarebbe rimasto indipendente, in maniera confederale, in una realtà stati-nazione indipendenti l'una dall'altra. Quello che molti non sanno che in quel periodo il regno delle due sicilie era conosciuto e considerato il terzo stato di importanza economica e produttiva dopo l'Inghilterra e la Francia a livello europeo, oltre la terza flotta commerciale più importante poteva vantare un cospicuo commercio di zolfo, sale, marmi, agrumi, e grano, da ricordare che ai tempi dell'impero romano la sicilia era contraddistinta come il granaio d'europa, il banco di Sicilia assieme a quello di Napoli avevano assieme i due terzi dell'oro e della ricchezza D'Italia. Ma durante la seconda rivoluzione conosciuta come i moti borbonici del 1848, promosso dalla massoneria, fu guidato da Vincenzo Fardella di Torrearsa, Ruggero Settimo e Francesco Paolo Perez. Il rè Ferdinando II sparse molto sangue per riappropriarsi della sicilia, tanto che fu soprannominato rè bomba, e alla fine ristabilì la sottomissione della sicilia a Napoli e i separatisti come Ruggero Settimo furono esiliati a Malta, per questo fatti ignominioso il popolo siciliano cullerà odio contro i borbone, rei di avere cancellato il regno di Sicilia, il più antico di tutta l'Italia preunitaria, per farlo diventare una provincia del regno di Napoli, in seguito infatti i siciliani appoggiarono la causa dei Piemontesi. Ruggero Settimo statista Siciliano trascorse con malinconia gli ultimi anni della sua vita a Malta, mentre nel frattempo la sicilia veniva annessa al neonatale regno d'Italia, a Settimo venne offerta la presidenza della camera del Senato della nuova repubblica, ma egli rifiutò ufficialmente per motivi di salute, morì a Malta nel 1863, ma egli viene ancora ricordato quale primo presidente del senato della repubblica Italiana.

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