"RUGGERO SETTIMO" ...la sagra dei grandi uomini


Dopo la famiglia Florio continuiamo con la conoscenza dei grandi uomini che furono artefici di un periodo glorioso nella storia della Sicilia. A Palermo è stata dedicata una via del centro storico a Ruggero Settimo, seppure è una via tra le più importanti, solo pochi conoscono questo grande personaggio che meritò tanto onore.
 Ruggero Settimo nacque a Palermo il 19 maggio 1778 e morì a Malta il 12 maggio 1863, fu prima ammiraglio della flotta borbonica del regno delle due sicilie e successivamente capo del governo,
diventò maggiore esponente del partito liberale che chiedeva a gran voce la costituzione, nel 1820 visse la prima rivolta e dichiarazione di indipendenza siciliana, contro il rè borbone. Appartenente alla famiglia dei principi di Fitalia e dei marchesi di Giarratania, i suoi avi si trasferirono in sicilia nel 1400, provenienti da Pisa. La sua ideologia politica successivamente poteva pure essere favorevole all'unificazione d'Italia a condizione che ogni stato sarebbe rimasto indipendente, in maniera confederale, in una realtà stati-nazione indipendenti l'una dall'altra. Quello che molti non sanno che in quel periodo il regno delle due sicilie era conosciuto e considerato il terzo stato di importanza economica e produttiva dopo l'Inghilterra e la Francia a livello europeo, oltre la terza flotta commerciale più importante poteva vantare un cospicuo commercio di zolfo, sale, marmi, agrumi, e grano, da ricordare che ai tempi dell'impero romano la sicilia era contraddistinta come il granaio d'europa, il banco di Sicilia assieme a quello di Napoli avevano assieme i due terzi dell'oro e della ricchezza D'Italia. Ma durante la seconda rivoluzione conosciuta come i moti borbonici del 1848, promosso dalla massoneria, fu guidato da Vincenzo Fardella di Torrearsa, Ruggero Settimo e Francesco Paolo Perez. Il rè Ferdinando II sparse molto sangue per riappropriarsi della sicilia, tanto che fu soprannominato rè bomba, e alla fine ristabilì la sottomissione della sicilia a Napoli e i separatisti come Ruggero Settimo furono esiliati a Malta, per questo fatti ignominioso il popolo siciliano cullerà odio contro i borbone, rei di avere cancellato il regno di Sicilia, il più antico di tutta l'Italia preunitaria, per farlo diventare una provincia del regno di Napoli, in seguito infatti i siciliani appoggiarono la causa dei Piemontesi. Ruggero Settimo statista Siciliano trascorse con malinconia gli ultimi anni della sua vita a Malta, mentre nel frattempo la sicilia veniva annessa al neonatale regno d'Italia, a Settimo venne offerta la presidenza della camera del Senato della nuova repubblica, ma egli rifiutò ufficialmente per motivi di salute, morì a Malta nel 1863, ma egli viene ancora ricordato quale primo presidente del senato della repubblica Italiana.

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